Perché la lotta allo spaccio è una caccia alle mosche.

Le città medio grandi del centro-nord sono tutte pressoché invase da immigrati impegnati in attività di spaccio h24. Parma (l’immagine è tratta da un articolo su Gazzetta di Parma on-line) non fa eccezione. Naturalmente l’italiano medio, cioè quello che l’OCSE include nel 47% di analfabeti funzionali (dati studio PIAAC), è fermamente convinto che la colpa sia dell’immigrazione incontrollata.

La soluzione più semplice per trovare un colpevole che fa evitare di elaborare pensieri troppo articolati. Pensieri o analisi che alcuni non vogliono e molti non riescono a fare. L’immigrato spacciatore è causa del problema. Il titolo che ho riportato nell’immagine lascia trapelare qualcosa. Che comunque, anche se immigrati, sono sempre esseri umani, ed esattamente come gli Italiani (maestri in questo campo), studiano tutti gli espedienti possibili per occultare la droga ed aggirare i controlli.

Questo trasforma la lotta allo spaccio come una caccia alle mosche. Già le leggi dello stato non permettono quasi nulla contro chi viene trovato in possesso di modiche quantità. Se poi non si trova neanche la modica quantità diventa tutto inutile.

Ma si può guardare il problema da un altro punto di vista. Dal punto di vista della caccia alle mosche appunto. Le mosche infatti esistono, sono fastidiose, ma si concentrano in un punto perché attirate da qualcosa. Nel caso dello spaccio il qualcosa sono i consumatori. É noto a chi mastica di commercio che l’offerta aumenta all’aumentare della domanda. Di conseguenza non esisterebbe offerta senza domanda. E la domanda di questi tempi è ampia, diffusa e variegata.

Per cui è inutile che la “signora perbene” si indigni degli spacciatori Nigeriani quando il marito pippa più forte di un aspirapolvere e il figlio si fuma anche il lucido delle scarpe. Sarebbe più intelligente pretendere dalle amministrazioni locali e dal governo nazionale di intervenire sul problema a partire dal consumo piuttosto che dallo spaccio. Perché oggi gli spacciatori usano le lattine, domani potrebbero usare i droni e dopodomani chissà che cosa. Le forze dell’ordine così facendo rincorreranno sempre mosche che poco dopo dovranno essere liberate.

Legalizzare le droghe leggere? potrebbe essere parte della soluzione. Parte. Libererebbe risorse umane (agenti) e, con la tassazione, introdurrebbe risorse economiche. Tutte e due le cose potrebbero essere utilizzate per una lotta la consumo a costo zero per le casse dello stato sulla falsa riga del modello Portoghese.

Queste sono ipotesi già sperimentate come efficaci ma decisamente anti-elettorali. E si sa che da 20 anni a questa parte, il campo visivo dei politici Italiani arriva alle prossime elezioni. É molto più facile raccattare i voti vendendosi come paladini della legalità (…) e additare gli immigrati come unica causa di tutti i mali. Si possono cacciare via tutti gli immigrati o rinchiuderli in campi di concentramento, il problema del consumo rimane e il mercato è ricco. Tolti gli immigrati qualcun altro si attiverebbe per lo spaccio come i cari vecchi anni 80, quando di droga ne girava tanta e di immigrati pochi.

Aggressione all’autista TEP

Premesso che non giustifico la violenza in qualunque forma. Non giustifico neppure questo andazzo di gente che si sente autorizzata a poter fare quello che vuole agli extracomunitari. Purtroppo il problema è il risultato della deriva xenofoba orchestrata ad arte per raccattare voti e dalla quale troppi sono stati plagiati finendo per perdere il lume della ragione.
A questo punto i fatti vanno ricostruiti per bene dalla magistratura perché, fermo restando che la risposta alla presunta provocazione è sbagliata, se la provocazione c’è stata (e in questi termini) è da condannare alla pari.

Come Volevasi Dimostrare

In ritardo di 24 ore arriva quello che chi conosce bene Federico Pizzarotti e il gruppo meetup Parma in MoVimento si aspettava al massimo entro ieri sera.

Anni di lavoro del gruppo meetup ma soprattutto del gruppo di maggioranza targato M5S sempre palesemente ignorato dai portavoce in parlamento. A Parma di cose ne sono state fatte tante e ricordo, per chi avesse la memoria corta, che il movimento ha ereditato una città sull’orlo del default con oltre 800 mln di euro di debito tra comune e partecipate. Che l’entità del debito è stata comunicata dal commissario solo tra il primo ed il secondo turno delle elezioni amministrative vinte dal MoVimento, per la precisione la relazione Ciclosi è stata consegnata 8 giorni prima del ballottaggio e soltanto per questo motivo, probabilmente, la Corte dei Conti non è intervenuta non potendo commissariare una città sotto elezioni e limitandosi ad un monitoraggio serrato (come ha fatto) dei primi mesi di mandato. Quindi promossi dalla Corte dei Conti nell’amministrare una città che aveva il debito pubblico pro-capite più alto d’Italia ed oggi ha i conti in ordine. Il debito non è l’unico dei problemi egregiamente gestiti dalla maggioranza 5 stelle ma sicuramente quello prioritario perchè propedeutico ad andare avanti. Leggi tutto “Come Volevasi Dimostrare”